PostHeaderIcon Il razzismo uccide ancora, chiudiamo CasaPound ora!!! Oltre 300 in corteo!

In molti abbiamo sentito la necessità, dopo gli omicidi di Firenze, di riprendere pubblicamente e collettivamente la parola. Questa mattina anche Padova, come accade e sta accadendo in decine di città italiane da quando martedì mattina un militante di Casa Pound ha ucciso 2 ambulanti senegalesi, ha voluto aggiungere la propria voce al coro di quanti rigettano razzismo e xenofobia.
Dalle 10 di questa mattina decine di persone diverse, studenti, migranti, cittadini, si sono ritrovati nel piazzale della stazione e dopo i primi interventi dei rappresentanti della comunità senegalese e delle associazioni promotrici dell'iniziativa, è partito un corteo che ha attraversato le strade del centro cittadino per giungere alla Prefettura.

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PostHeaderIcon Se la precarietà ti mette in crisi…metti in crisi la precarietà!

Questa mattina è stata lanciata la campagna "Se la precarietà ti mette in crisi, metti in crisi la precarietà".
Con una conferenza stampa e un giro nel centro storico di Padova abbiamo voluto incontrare i precari e gli studenti, i cittadini che stanno subendo gli effetti devastanti di questa crisi
economica e delle scelte politiche di austerity messe in atto. Dopo i primi interventi tra il Comune e il Rettorato, abbiamo portato il manuale di sopravvivenza con i riferimenti di legge
alle norme imposte in materia di contratti a termine dal collegato-lavoro nei negozi del centro.
Questo primo giro si è poi concluso in piazza delle Erbe con l'esposizione dello striscione "Buon debito e felice precarietà a tutti" dal loggiato di Palazzo della Ragione.
All'iniziativa di questa mattina molte altre ne seguiranno nelle prossime settimane, verso la scadenza del 31 dicembre e oltre per informare tutti di quali sono le ricadute reali nelle nostre
vite delle manovre che si stanno susseguendo negli ultimi mesi e per costruire assieme una nuova consapevolezza che ci porti a mettere in comune conoscenze ed esperienze per dar vita al futuro
che vogliamo.

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PostHeaderIcon 25.11 - Ma quale Profumo? Qui c'è puzza di Gelmini! Cambiamo aria! ore 16 @ Listòn

Sono mesi di grandi eventi per l'Ateneo di Padova, convegni e incontri con la partecipazione di banche, fondazioni private e aziende. Spesso poco pubblicizzate, quasi sempre a invito riservato e nominale. Perchè tutto questo? Semplice, il processo di Bologna, tradotto in maniera inequivocabile dalla riforma Gelmini, porta gli investimenti privati all'interno dell'università pubblica svuotando di significato la ricerca libera, la didattica e la qualità del sapere per mettere i corsi di laurea al servizio degli interessi di pochi singoli. Questa mattina è stato il turno della Banca d'Italia, presente ad un convegno dal titolo "L'economia del Nordest" ed abbiamo voluto utilizzare quest'occasione per lanciare l'appuntamento di domani quando questo stesso Ateneo ospiterà il neo Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, presidente uscente del CNR. Questa mattina abbiamo tenuto una conferenza stampa e abbiamo voluto volantinare nel cuore della nostra città per comunicare in maniera allargata quali sono le condizioni in cui l'università italiana versa oggi.
Le trasformazioni nel mondo della formazione (cominciamo a vedere gli effetti della riforma Gelmini quando essa non è ancora completa dei suoi decreti attuativi, con la dipartimentalizzazione in via di esecuzione e gli studenti all'oscuro di quanto sta accadendo), si intrecciano con la crisi economica strutturale in atto e con le politiche di tagli e austerity che i governi vengono costretti a mettere in atto dalle banche centrali.
In questi anni abbiamo lottato nelle strade di tutto il Paese perchè siamo gli studenti e le studentesse, i ricercatori, i dottorandi che vivono e rendono viva l'università e il mondo della formazione. Noi vogliamo un sapere critico che nasce dalla cooperazione, dalla messa in comune delle nostre conoscenze e delle nostre intelligenze. Perchè questo sia possibile abbiamo bisogno che il mondo della formazione sia finanziato a dovere, che si inverta il processo di aziendalizzazione del mondo della formazione. Abbiamo detto la crisi non la paghiamo e abbiamo condiviso le nostre parole d'ordine, che parlano di reddito e nuovo welfare, con i precari e i lavoratori, con i cittadini e con tutti coloro che sono costretti a pagare i costi di questa crisi. Siamo il 99%, lo dicono i nostri coetanei di tutto il mondo ed è giunto il momento che facciamo valere i nostri diritti e rivendichiamo la possibilità di dare corpo ai nostri bi-sogni.
Domani il ministro Profumo farà la sua prima uscita pubblica e sarà a Padova. Ci saremo anche noi e gli consegneremo una lettera con le nostre richieste, vorremo incontrarlo e dargli modo di cominciare a mettere in pratica quanto ha dichiarato al momento del suo insediamento: vuole dare un segnale di discontinuità con la precedente gestione gelminiana e aprire un dialogo con gli studenti. Non siamo rappresentabili, manderemo una nostra delegazione a portare a Profumo la lettera che abbiamo scritto insieme nelle scorse assemblee per chiedergli di ritirare la riforma Gelmini e aprire un tavolo con studenti e precari per dare avvio alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo che nasca da noi. Domani alle 16 saremo sotto il Rettorato in attesa dell'arrivo del Ministro Profumo, siamo pronti a confrontarci a partire dalle nostre esigenze, siamo pronti a dare avvio ad un processo di costruzione di un nuovo mondo della formazione.
Sono mesi di grandi eventi per l'Ateneo di Padova, convegni e incontri con la partecipazione di banche, fondazioni private e aziende. Spesso poco pubblicizzate, quasi sempre a invito riservato e nominale. Perchè tutto questo? Semplice, il processo di Bologna, tradotto in maniera inequivocabile dalla riforma Gelmini, porta gli investimenti privati all'interno dell'università pubblica svuotando di significato la ricerca libera, la didattica e la qualità del sapere per mettere i corsi di laurea al servizio degli interessi di pochi si
ngoli. Questa mattina è stato il turno della Banca d'Italia, presente ad un convegno dal titolo "L'economia del Nordest" ed abbiamo voluto utilizzare quest'occasione per lanciare l'appuntamento di domani quando questo stesso Ateneo ospiterà il neo Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, presidente uscente del CNR. Questa mattina abbiamo tenuto una conferenza stampa e abbiamo voluto volantinare nel cuore della nostra città per comunicare in maniera allargata quali sono le condizioni in cui l'università italiana versa oggi.

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PostHeaderIcon Ma quale Profumo? Qui c'è puzza di Gelmini!

Oggi pomeriggio si è svolto sotto le finestre del Rettorato un presidio di studenti, ricercatori e docenti in occasione dell'annunciata presenza del neo ministro dell'Istruzione a Padova. L'Ateneo aveva invitato Profumo in qualità di presidente del CNR per premiare alcuni ricercatori, ma oggi il neo Ministro non si è presentato.

 

Avevamo chiesto che incontrasse una delegazione del mondo della formazione che da anni si mobilita contro la riforma Gelmini e preparato una lettera da consegnargli con le nostre richieste: il ritiro della riforma e il rifinanziamento della formazione in Italia.

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PostHeaderIcon 17.11 – Riprendiamoci la città

Sotto un freddo sole invernale si è svolto anche a Padova il corteo per la ormai tradizionale giornata internazionale dello studente. Partiti puntuali alle nove aperti dallo spezzone laico senza partiti e senza bandiere, studenti medi e universitari, docenti e insegnanti delle scuole elementari, hanno attraversato la città dalla Stazione a Prato della Valle, luogo simbolico delle proteste che nell'ultima settimana hanno attraversato la città con #OccupyPadova.

Lungo il percorso banche e istituzioni sono state ripetutamente attaccate dai tanti interventi susseguitisi al microfono del camioncino di apertura.

Il messaggio portato per le strade è sempre forte e chiaro: non possiamo accettare che la BCE nella forma dello staff del neogoverno Monti, decida del nostro futuro costringendoci ai sacrifici per pagare una crisi e un debito che, ripetiamo, non abbiamo creato noi. Un governo che sappiamo essere espressione della volontà tutt'altro che tecnica, ma profondamente politica, di governare il paese sottoponendo le nostre vite a indebitamenti, sfruttamenti e ricatti a vantaggio delle banche, delle agenzie di rating e di quel mondo della speculazione finanziaria di cui Monti è esimio esponente e che detiene la ricchezza del mondo.

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