Sono mesi di grandi eventi per l'Ateneo di Padova, convegni e incontri con la partecipazione di banche, fondazioni private e aziende. Spesso poco pubblicizzate, quasi sempre a invito riservato e nominale. Perchè tutto questo? Semplice, il processo di Bologna, tradotto in maniera inequivocabile dalla riforma Gelmini, porta gli investimenti privati all'interno dell'università pubblica svuotando di significato la ricerca libera, la didattica e la qualità del sapere per mettere i corsi di laurea al servizio degli interessi di pochi singoli. Questa mattina è stato il turno della Banca d'Italia, presente ad un convegno dal titolo "L'economia del Nordest" ed abbiamo voluto utilizzare quest'occasione per lanciare l'appuntamento di domani quando questo stesso Ateneo ospiterà il neo Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, presidente uscente del CNR. Questa mattina abbiamo tenuto una conferenza stampa e abbiamo voluto volantinare nel cuore della nostra città per comunicare in maniera allargata quali sono le condizioni in cui l'università italiana versa oggi.
Le trasformazioni nel mondo della formazione (cominciamo a vedere gli effetti della riforma Gelmini quando essa non è ancora completa dei suoi decreti attuativi, con la dipartimentalizzazione in via di esecuzione e gli studenti all'oscuro di quanto sta accadendo), si intrecciano con la crisi economica strutturale in atto e con le politiche di tagli e austerity che i governi vengono costretti a mettere in atto dalle banche centrali.
In questi anni abbiamo lottato nelle strade di tutto il Paese perchè siamo gli studenti e le studentesse, i ricercatori, i dottorandi che vivono e rendono viva l'università e il mondo della formazione. Noi vogliamo un sapere critico che nasce dalla cooperazione, dalla messa in comune delle nostre conoscenze e delle nostre intelligenze. Perchè questo sia possibile abbiamo bisogno che il mondo della formazione sia finanziato a dovere, che si inverta il processo di aziendalizzazione del mondo della formazione. Abbiamo detto la crisi non la paghiamo e abbiamo condiviso le nostre parole d'ordine, che parlano di reddito e nuovo welfare, con i precari e i lavoratori, con i cittadini e con tutti coloro che sono costretti a pagare i costi di questa crisi. Siamo il 99%, lo dicono i nostri coetanei di tutto il mondo ed è giunto il momento che facciamo valere i nostri diritti e rivendichiamo la possibilità di dare corpo ai nostri bi-sogni.
Domani il ministro Profumo farà la sua prima uscita pubblica e sarà a Padova. Ci saremo anche noi e gli consegneremo una lettera con le nostre richieste, vorremo incontrarlo e dargli modo di cominciare a mettere in pratica quanto ha dichiarato al momento del suo insediamento: vuole dare un segnale di discontinuità con la precedente gestione gelminiana e aprire un dialogo con gli studenti. Non siamo rappresentabili, manderemo una nostra delegazione a portare a Profumo la lettera che abbiamo scritto insieme nelle scorse assemblee per chiedergli di ritirare la riforma Gelmini e aprire un tavolo con studenti e precari per dare avvio alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo che nasca da noi. Domani alle 16 saremo sotto il Rettorato in attesa dell'arrivo del Ministro Profumo, siamo pronti a confrontarci a partire dalle nostre esigenze, siamo pronti a dare avvio ad un processo di costruzione di un nuovo mondo della formazione.
Sono mesi di grandi eventi per l'Ateneo di Padova, convegni e incontri con la partecipazione di banche, fondazioni private e aziende. Spesso poco pubblicizzate, quasi sempre a invito riservato e nominale. Perchè tutto questo? Semplice, il processo di Bologna, tradotto in maniera inequivocabile dalla riforma Gelmini, porta gli investimenti privati all'interno dell'università pubblica svuotando di significato la ricerca libera, la didattica e la qualità del sapere per mettere i corsi di laurea al servizio degli interessi di pochi si
ngoli. Questa mattina è stato il turno della Banca d'Italia, presente ad un convegno dal titolo "L'economia del Nordest" ed abbiamo voluto utilizzare quest'occasione per lanciare l'appuntamento di domani quando questo stesso Ateneo ospiterà il neo Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, presidente uscente del CNR. Questa mattina abbiamo tenuto una conferenza stampa e abbiamo voluto volantinare nel cuore della nostra città per comunicare in maniera allargata quali sono le condizioni in cui l'università italiana versa oggi.